VINI DA DESSERT, da formaggi o da meditazione

VINI DA DESSERT, da formaggi o da meditazione

PAGINA AGGIORNATA AL MESE DI MAGGIO 2020
DOPO QUESTA DATA, DISPONIBILITÀ E PREZZI POTREBBERO SUBIRE VARIAZIONI

VINI DA DESSERT
(o da formaggi maturi)

 

Ao. MALVOISIE DE NUS* “Don Augusto Pramotton” 1980 500,00

Ao. MALVOISIE DE NUS “Don Augusto Pramotton” 1970 600,00

Ao. MALVOISIE DE NUS “Don Augusto Pramotton” 1965 700,00

Ao. PASSITO DI CHAMBAVE “Voyat” 1975 280,00

Ao. PASSITO DI CHAMBAVE “Voyat” 1961 300,00

Ao. PASSITO DI CHAMBAVE “Voyat” 1955 500,00

Ud. RIESLING PASSITO “Scubla” 2010 (mezza) 26,00

Vi. ACININOBILI* “Maculan” 2001 108,00

Vr. I CAPITELLI* “Anselmi” 2015 (mezza) 36,00

Bg. MOSCATO DI SCANZO Biava2008 (500 ml) 80,00

Bg. PASSITO DI GIULIA (Moscato) “Eligio Magri” 2017 (mezza) 34,00

At. MOSCATO D’ASTI -Vigna Senza Nome- “Braida” 2016 20,00

At. MOSCATO D’ASTI Vignaioli di S. Stefano2018 24,00

Ra. SCACCOMATTO * “Fattoria Zerbina” 2015 (mezza) 66,00

Li. ALEATICO DELL’ELBA “Ten. Delle Ripalte” 2005 (mezza) 46,00

Si. VIN SAN GIUSTO “S. Giusto Rentennano” 2011 (mezza) 70,00

Si. VIN SANTO di Gaiole -RIECINE “Abbagnano Dunkley” 1975 solo asporto 500,00

Vt. PASSITO DI ALEATICO –TURAN- “Pacchiarotti” 2011 (mezza) 33,00

Tr. MUFFATO DELLA SALA* “Castello della Sala” 2009 (500 ml) 50,00

Tp. ORA DA RE* “Cons. Coop. Interreg.” 1932 (mezza) 185,00

Tp. PASSITO DI PANTELLERIA -BEN RYE’- “Donnafugata” 2017 (mezza) 45,00

Me. MALVASIA DELLE LIPARI “Hauner” 1985 200,00

*Alcune note sulle uve che compongono i Vini da Dessert
Muffato della Sala “Antinori”: questo vino affascinante è prodotto da uve Sauvignon Blanc, Grechetto, Traminer e Riesling attaccate da Botrytis Cinerea, una muffa nobile che si sviluppa sulle uve, complici le nebbie del mattino ed il particolare microclima, e ne riduce il contenuto di acqua. La concentrazione di zuccheri ed aromi che ne deriva conferisce al Muffato il suo particolare ed inconfondibile gusto.
Ora da Re “Consorzio Coop. Interregionale”: Ora da Re (ex Sole di Veronelli) è un antico vino. Prodotto nel 1932 dal Marchese Salvatore Jacona della Motta (in quel che divenne comune di Chiaramonte Gulfi quando nacque la provincia di Ragusa), forse con uve Nerello Mascalese e Cerasuolo di Vittoria, venne abbandonato in enormi botti di quercia. Oltre 50 anni di meditazione l’hanno reso eccelso e, purtroppo, irripetibile.
Scaccomatto “Fattoria Zerbina”: Uve Albana, vendemmiate tardivamente ed in più riprese con attacco di muffa nobile. Vino di struttura, carattere e longevità incredibili.
I Capitelli “Anselmi”: Da uve Garganega 100%. Un aspetto cristallino, dalle tonalità giallo ambrate, di buona consistenza. Molto elegante nei profumi, che contemplano un fruttato dato da fichi, albicocca e datteri, fiori gialli appassiti, spezie suadenti con cannella e chiodi di garofano in primo piano.
Una morbida suadenza avvolge il palato, regalando un gusto dolce, caldo, morbido, piacevolmente fresco e sapido, che lascia una lunga e raffinata persistenza.
Acininobili 2001 “Maculan”: scelta manuale e certosina degli acini con Botritis cinerea nella forma larvata (muffa nobile) di uve – Vespaiola 85%, Garganega 5%, Tocai 10%.
Malvoisie de Nus “Don Augusto Pramotton”
Uva Malvasia di Nus -AO-(ceppo caratteristico locale appartenente in origine alla famiglia dei pinot)
Don Augusto Pramotton ha combattuto per lunghi anni la battaglia per la sua Malvasia. La fermentazione avveniva in in barile chiuso per una durata di circa 45 giorni.
La chiarificazione era ottenuta per decantazione naturale.
Veniva imbottigliata dopo 2-3 anni secondo annata.
L’etichetta è simbolica: vino prodotto (torchio) a Nus (ad nonum lapidem ab Augusta Praetoria, cioè Aosta)
all’ombra del campanile ai piedi delle montagne.
A pochi metri dalla vigna di Don Augusto è il monumento al vignaiolo dello scultore Antonio Siri
(dal Catalogo Bolaffi dei Vini Bianchi d’Italia a cura di Luigi Veronelli 1979 by Giulio Bolaffi Editore)
COME UNA SINFONIA
Addio. Non ho rimpianto di te. Che rimpianto se solo ti ho posseduta e m’hai dato -solo- gioia? Sarai lì, nella casella che ho dedicato al tuo ricordo. Ti amerei, come prima, se fossi nuova e nuova non puoi esserlo, né posso io. Ti ho troppo amato, per desiderarti di nuovo. Chi ha poesia vera nel cuore adora i percorsi per non ripercorrerli, star lì, solo il ricordo ti da gioia, ripeterlo è avvilirlo.
Queste parole di colore chiaro, chiare non sono affatto. Le ho scritte -non per la fine inquieta e solitaria di un amore- al termine d’ una grande bottiglia bevuta, e come tale irripetibile: Malvoise de Nus 1964. L’ho sottratta alla mia cantina e posseduta.Fatto ora senza parole, torno giovane, giovanissimo e ricordo l’abate Augusto Pramotton lavorare, duro e inflessibile, nell’erta vigna. Morto lui, morta la vigna. Quando bevvi il suo vino, primo, Malvoisie de Nus -sono passati 50 anni- mi trovai diverso. Modificò il mio modo, già alto, di intenderlo, il vino.
Credo d’aver ricevuto lo stesso shock magico ed estatico, che ebbe, alla fine dell’ Ottocento, Antonìn Dvoràk, compositore ceco, all’ incontro con la musica degli indiani e dei negri d’ America. Quella bottiglia, ripeto, del 1964, l’ho bevuta ascoltando la sua “Sinfonia dal Nuovo Mondo” eseguita alla Carnegie Hall di New York nel 1893, conosciuta come la Quinta. Non ho rimpianto; mi hanno dato solo gioia.
(Luigi Veronelli da la rubrica “La Bottiglia” -L’espresso- maggio 1997)
E’ dal 1980 che sono alla ricerca della Malvasia della Cura di Nus.
Questo vino per me ha significato molto. Oggi 24 maggio 1997 sono in possesso di alcune tra queste preziose bottiglie.
Il loro vestito, la carta che le adorna, rispecchiano esattamente il contenuto.  Forse per via della mano che le ha realizzate, esse non sono dei “sepolcri imbiancati” ma bensì lo specchio di quello che contengono. Sono certo che quel prete parlò d’amore sulle sue etichette e pensò che solo realizzando un meraviglioso vino, eccelso poi col trascorrere degli anni, noi un giorno avremmo letto quelle frasi per ricordarlo e ricordarne i suoi affanni dopo che il cielo l’avrebbe chiamato a se.
(giuliano pellegrini)
Gentile sig. Pellegrini,
mi hanno inviato, tempo fa, una stampa della sua carta dei vini dove ho letto con piacere le considerazioni sulla Malvasia di Don Pramotton.
Sono il delegato ais di Torino, e da più di 25 anni sono impegnato nel mondo del vino.
questa mia, potrebbe essere una lunga riflessione, ma mi limito a dirle che gli eventi della vita mi hanno fatto incontrare al tempo degli studi con il Prof Luciano Bartoli, artista ex alunno come me ma molti anni prima dello stesso studentato. Lui è l’autore delle etichette, lui ha dipinto per incarico di Don Pramotton la chiesa parrocchiale di Nus.  Ha disegnato per me l’etichetta per i vini della mia cantina, lui mi illustrò gli affreschi di Nus sotto lo sguardo compiaciuto di don Augusto.
Mi spiegava il significato dei simboli riprodotti per l’etichetta di d. Augusto, il vino della CURA di Nus. esattamente Cura che indica il titolo della parrocchia di cui d.Augusto è stato il CURATO. (Curia non è esatto, in quanto la curia è la sede amministrativa di una diocesi).
Quello che mi ha emozionato sono state le sue parole e il suo commento sul vino, tutto vero, è stato proprio così. Nel vino del Curato di Nus c’è tutta la sua passione e dedizione. Ha speso la vita per la sua gente allietandola con la valorizzazione del prodotto della vite.
Dopo aver visto la foto dell’etichetta ho avuto un momento di forte nostalgia. Chissà che un giorno passando da Bergamo non ci sia occasione per vivere un antico ricordo del curato e del prof. Bartoli centellinando prima che sia troppo tardi un sorso della sua malvasia che è impressa nel mio cuore.
buon lavoro e grazie
(21-01-10 MAURO CAROSSO del. Ais Torino e collaboratore guida DUEMILAVINI, Bibenda)